23 Marzo, 2020


Viviamo un tempo sospeso, surreale, nuovo, da scoprire e da ri-costruire.
Siamo alle prese con un vero proprio processo di ri-adattamento che ci impone di riconsiderare le coordinate spazio-temporali conosciute fino ad oggi e sulle quali abbiamo costruito le certezze del nostro esistere.

I bimbi vivono questo “scompiglio” insieme a noi.
Tante e diversificate sono le condizioni familiari e lo erano anche prima del Coronavirus. Sicuramente gli effetti delle giustissime misure restrittive hanno acuito, in alcuni casi, le difficoltà di gestire il complesso meccanismo chiamato “famiglia-figli-lavoro” e, in altri, hanno dato l’opportunità di scoprire aspetti nuovi di sé e dei propri figli.

A volte penso che anche le parole vengano attraversate dalle mode… in questo tempo la parola “modaiola”, permettetemi il termine, è Resilienza come “capacità di far fronte in maniera positiva a eventi traumatici, di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà, di ricostruirsi restando sensibili alle opportunità positive che la vita offre, senza alienare la propria identità”. Ecco, mai come in questa circostanza in cui ci siamo venuti a trovare anche con un iniziale senso di smarrimento, confusione e incredulità, è il caso di dire che sperimentarla, farla propria, impadronirsene è la chiave per “starci” per “esserci” e per uscirne magari con qualche certezza in più su di sé e sulle persone a noi vicine.

Da qui nasce l’intenzione precisa di stare vicino, accompagnare le famiglie che vivono e attraversano i nostri servizi in questo percorso, in questo tempo sospeso, attraverso dei contributi mirati, personalizzati, che si inseriscono in continuità, seppur a distanza, con le programmazioni educative.
Abbiamo scelto di utilizzare whatsapp perché tutti lo possiedono e perché i genitori sono già organizzati con le chat. Lungi da noi attivare dei percorsi che potessero creare discriminazione rispetto all’accessibilità ai dispositivi e alla disponibilità di tempo.

I video che le educatrici realizzano sono registrati e vengono inviati ai rappresentanti dei genitori. Ogni famiglia deciderà come e quando vederli, scegliendo il momento che valuterà piu’ opportuno per sé e per il proprio bimbo. Open Group, già dal 2014, ha avviato un percorso relativo all’uso consapevole e creativo dei dispositivi digitali e sicuramente le famiglie erano già state coinvolte in progetti che univano la didattica tradizionale a metodi più innovativi.

La differenza rispetto al “qui e ora” è però tangibile, in un caso si tratta di laboratori che mirano alla sperimentazione di modi “nuovi” e “creativi” di approcciare le tecnologie, qui abbiamo a che fare con una necessità, una stringente necessità di mantenere vivi i legami, le relazioni, le ritualità. Lo facciamo con i mezzi di cui disponiamo avendo cura di scegliere, come già siamo abituati a fare nella quotidianità del nostro agire educativo, il tono di voce, gli sguardi, il senso di ciò che facciamo.
Lo facciamo a distanza, certo, ma sarà il calore del genitore accanto al bambino che ascolta, che guarda le proprie educatrici dallo schermo, che si cimenta nelle proposte motorie, laboratoriali suggerite dalle educatrici a dare pieno valore e a colmare le difficoltà che un “video registrato”, in questa fascia d’età, potrebbe innescare.

Le risposte delle famiglie sono state meravigliose connotate da un vero spirito di collaborazione e coinvolgimento appassionato, specchio dell’impegno e della “messa in gioco” totale delle educatrici che hanno risposto all’invito di trovare delle alternative immediatamente e con professionalità.
In queste settimane pubblicheremo via, via questi contributi che sono risultato di questo virtuoso percorso resiliente a cui diamo il nome di #infanzia non si ferma.

Antonella Santilli
responsabile servizi 0-6 Open Group
antonella.santilli@opengroup.eu

 



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